il grechetto


“La riscoperta di un antico vitigno autoctono”

la storia

Fino ai primi anni ’60 la tenuta Mottura era condotta a mezzadria e suddivisa in ventuno poderi: nelle occasioni di festa e per la trebbiatura del grano ogni podere era orgoglioso di offrire il vino migliore durante il banchetto che chiudeva la giornata di lavoro. Le varietà coltivate erano solo quelle tipiche della zona, selezionate in tanti anni per la migliore resistenza alle malattie e per la qualità del vino che producevano: il Procanico, il Verdello, il Sangiovese, l'Aleatico rosso, la Svagarella, il Viterbese (ad acino grosso e buccia spessa, che veniva appassita in forno e utilizzato per i "sanguinacci") – e il Grechetto.

Quest'uva ha una maturazione precoce, dunque veniva vendemmiata per primo e ai mezzadri creava un problema, non essendo sufficiente a riempire la tina di cui disponevano; così per praticità veniva dato al proprietario. Nelle cantine del centro aziendale gli era riservato un cisternino e non veniva mescolato alle altre varietà.

Il mosto di Grechetto era particolarmente limpido sia perché l'acino è facile a spremere, sia perché, essendo il primo ad essere introdotto in cantina, non c'erano ancora lieviti che potessero innescare precocemente la fermentazione, e si poteva svinare un pó più tardi. Vinificarlo da solo permise di comprenderne tutta la ricchezza rispetto alle altre varietà.

Di anno in anno crebbe la consapevolezza della qualità del vitigno e della possibilità di utilizzarlo per vini di grossa struttura e personalità, e attraverso un lavoro di “selezione massale” in vigna e con la collaborazione dell’enologo e amico Giandomenico Negro per l’affinamento delle tecniche di vinificazione, si sono conseguiti ottimi risultati.

Nel 1994 è nata la prima annata di “Latour a Civitella” che nel 2001 è diventato il primo vino bianco nella storia del Lazio ad ottenere il riconoscimento dei 3 Bicchieri nella Guida ai Vini d’Italia di Slow Food e Gambero Rosso, dando l'impulso ad una rinascita qualitativa dei vini della regione.

L’azienda produce al momento tre vini a base di Grechetto in purezza:
il Latour a Civitella, il Poggio della Costa, e il Muffo.

perché ‘latour a civitella’…?


“…Era il 1993 e noi (un gruppo di 30 produttori di ogni parte del mondo rappresentati in Germania dallo stesso importatore) eravamo in un battello-ristorante sul canale di Berlino per festeggiare l’ottantesimo compleanno di Robert Mondavi.

Decidemmo di utilizzare per la serata le bottiglie aperte per la degustazione del pomeriggio. Così, durante la cena, al tavolo di Louis Fabrice Latour capitò una bottiglia del mio Grechetto ‘Poggio della Costa’ 1992. Avevo già partecipato insieme a Louis Fabrice a diverse degustazioni, ma com'è consuetudine per i produttori francesi nei confronti degli italiani, non aveva mai assaggiato i miei vini prima di allora.

Il giorno dopo complimentandosi con me per la qualità del vino, mi chiese come mai non avessi provato un affinamento in legno; risposi che in realtà le prove fatte non avevano dato risultati apprezzabili. Gentilmente si offrì di darmi qualche ‘barriques’ della sua produzione già selezionati per vini bianchi e soprattutto il ‘know how’ per utilizzarli.

Aveva ragione: il suo aiuto è valso una generazione di esperienza!

Nel 1994 è nata la prima annata di ‘Latour a Civitella’ e nel 2001 è diventato il primo vino bianco nella storia del Lazio ad ottenere l’ambito riconoscimento dei 3 Bicchieri nella Guida ai Vini d’Italia di Gambero Rosso”.


Sergio Mottura