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Vendemmia 2017

Colori d’autunno e tempo di bilanci

Annata difficile sia per l’ormai nota gelata di metà aprile che ha danneggiato gran parte dei vigneti delle zone più basse che per la forte siccità dovuta all’assenza di piogge nel periodo invernale.

Questa è la premessa, però l’uva rimasta ci ha dato anche quest’anno un’ottima qualità in particolare il grechetto che anche in un’annata così difficile si è difeso molto bene a conferma che questa varietà ben si adatta a diverse situazioni climatiche.

Quantità ovviamente basse, abbiamo calcolato che saranno appena sufficienti ai nostri clienti attuali, fortunatamente però l’annata precedente, il 2016, è stata abbondante e con un prodotto che sta evolvendo molto bene, potremmo così prolungare le vendite e supplire alla minor disponibilità di quest’anno.

Naturalmente non abbiamo potuto produrre né base spumantemuffo (anche di questi per fortuna abbiamo abbondanti scorte delle annate precedenti), ma la buona notizia è la grande novità per il Magone: è stata imbottigliata la vendemmia 2015, grande qualità per il nostro pinot noir, ed anche l’annata 2016, ancora in botte, promette molto bene.

Mentre ancora ci lecchiamo le ferite stiamo giá organizzandoci per affrontare un eventuale ripetizione di queste condizioni, sfruttando la disponibilità idrica per irrigazioni a goccia nelle zone più a rischio sia dal punto di vista gelate che siccità.

Siamo orgogliosi di poter comunque, anche grazie all’aiuto di tutti i collaboratori, garantire la qualità del nostro prodotto.

Vendemmia 2015

Il peggio è passato …

Nella media delle stagioni passate, in questa zona non si avevano grandi piogge dopo la fine di maggio, quando di solito iniziava il bel tempo. Poteva capitare ancora qualche temporale a giugno, ma mai piogge continue come successe invece nel 2013, fu caratterizzato da maltempo iniziato in maggio e continui piovaschi, quasi ogni giorno.

Come sapete siamo in coltura biologica il che significa che non usiamo prodotti di sintesi, chimici. Questi vengono assorbiti dalla pianta tramite le foglie ed entrano in circolazione proteggendola dall’interno, le piogge quindi non li diluiscono, ma naturalmente dalla foglia si trasferiscono nel grappolo e noi col vino beviamo anche un bel po’ di prodotti chimici…

Quello che possiamo e vogliamo usare nel biologico sono elementi naturali che proteggono la vite dall’esterno, ad esempio il rame in varie forme e altri minerali come la zeolite, una farina di roccia che spruzzati sulle foglie proteggono la pianta, ma le piogge, dilavando il prodotto, le lasciano scoperte e attaccabili dagli agenti patogeni, in particolare dalla peronospora.

Quindi le tante piogge di giugno favorirono lo sviluppo della malattia che colpisce i grappoli nelle prime fasi della fioritura specialmente su alcune varietà – e purtroppo il grechetto è una delle più sensibili alla peronospora – distruggendo quasi completamente il raccolto.

Il 2014 invece fu un po’ più benevolo. Ci furono sempre dei temporali, ma riuscimmo a proteggerci di più, in particolare fu di grande aiuto l’uso degli atomizzatori “a recupero”, che cioè recuperano la parte di prodotto che non viene trattenuto dalle foglie, ma anche quell’anno grechetto e merlot, anche lui molto sensibile alla peronospora, furono attaccati. Il 2014 ci portò dunque una sensibile riduzione di prodotto, ma una qualità molto buona, quella che stiamo apprezzando oggi, che ha ampiamente compensato la bassa produzione.

Nel 2015 abbiamo cercato di prepararci ad affrontare un’altra possibile stagione difficile; ha iniziato a lavorare con noi la neolaureata Beatrice Scorsino: la nostra giovane agronoma affiancata da un caro amico e grande esperto di patologia della vite, il prof. Bruno Cirica, con un continuo monitoraggio e controllo delle piante ci hanno permesso di affrontare la vendemmia più tranquillamente e fatto ottenere una magnifica produzione, in particolare un bellissimo Grechetto ed un Syrah perfetto, tanto che il nostro enologo ed amico, Giandomenico Negro, prevede che finalmente quest’anno ne faremo una gran riserva.

Nel frattempo stiamo preparando i vini che usciranno ai primi di aprile e finalmente riavremo anche il nostro Latour: un magnifico 2014.

Questa è stata finalmente un’annata che ci fa riprendere fiato.

Vendemmia 2014

Un'annata di difficili condizioni climatiche ma ottimi vini

Un’altra annata, la terza, difficile per le condizioni climatiche avverse, anche se stavolta il maltempo ci ha relativamente risparmiati.

La lotta non è stata facile, ci ha impegnati sino al momento della vendemmia facendoci mettere in campo tutta la nostra professionalità, quella accumulata in 50 anni di vendemmie e quella delle nuove leve: il nostro nuovo agronomo, una giovane neo-laureata che ci affianca da quest’anno.

L’acquisizione di nuove macchine è stata determinante per una buona produzione: un atomizzatore a recupero che, specie in momenti come questi che richiedono trattamenti continui, ci ha permesso di intervenire tempestivamente e di risparmiare nell’impiego dei prodotti.

Un nuovo impolveratore ci ha permesso di miscelare prodotti diversi; tradizionali come zolfo e rame e nuovi come la zeolite (polvere tufacea).

Come sempre la nostra centralina meteo, col suo sofisticato software, è stata indispensabile per la prevenzione delle crittogame.

Grazie a tutto questo siamo riusciti a controllare la peronospora sul Grechetto, anche se il raccolto è stato scarso perché le viti non avevano prodotto molti grappoli sin dall’inizio della stagione, la scarsa produzione però si è rivelata vantaggiosa perché la poca uva è arrivata a maturazione con gradazioni zuccherine che hanno generato un vino di oltre 13 gradi, inoltre, grazie ad una maturazione lunga e senza alte temperature, abbiamo ottimi aromi ed acidità superiore alla media.

Ottimo lo Chardonnay, base spumante, grazie all’alta acidità delle uve. Per il Muffo invece, che ha risentito della poca quantità di Grechetto, avremo una piccola produzione.

Delle uve rosse la sola varietà che abbiamo perso, almeno come qualità, è stata il Pinot Noir a causa di due temporali appena prima della raccolta. Lo Syrah invece è di qualità superiore alla media, ma siamo dovuti intervenire con una forte selezione dei grappoli durante la raccolta. Merlot è stato come sempre il più difficile. Un forte attacco di peronospora larvata ha ridotto di più del 50% la produzione. Incredibilmente, stupendo il Montepulciano d’Abruzzo.

Il Grechetto dunque si è dimostrato ancora una volta una delle uve che meglio si adatta ai cambiamenti climatici.